Archive for febbraio 2009

Il viaggio è…

20 febbraio, 2009

 

“Una foto, scintillante di sorrisi abbronzati e freschi Mohjto; una bottiglietta sazia di sassolini di quella spiaggia lontana; una saponetta infilata nel beauty; un biglietto della metro; un sottobicchiere della birra locale; un cappellino che grida “I love London”; un pezzo di memoria indelebile.”

 

 

Ho scoperto di avere serie difficoltà di sintesi, ma non costa nulla dunque perché non provarci.

(comunque, se doveste vincere grazie alla mia soffiata, sappiate che vi faccio un culo così)

 

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18 febbraio, 2009

 

Andare a Roma

11 febbraio, 2009

Io speriamo che me la cavo.

6 febbraio, 2009

 

Parto, vado, scendo.

Speriamo solo che vada meglio dell’ultima volta.

 

Donne…

4 febbraio, 2009


Stanche del tran tran quotidiano, di un ufficio che stringe, di un capo che schiaccia, ci tuffiamo in uno scambio di mail consolatorie che, se dapprima ci fan meditare in direzione di una simulata malattia, alla fine ci trovano d’accordo su un movente dall’effetto più duraturo e senza dubbio più efficace: la maternità.

Di seguito, quindi, l’ultimo scambio epistolare che ci ha visto sorridere di cuore e alleggerire così questa giornata che ci appariva senza speranza.

(decido di non deturpare il messaggio, mantenendo il dialetto nostrano e confidando nella vostra versatilità di lettura)


***
“Sincronizzemo?
Ma si, dai.. mi digo de decider noi una data …tanto loro in quei momenti no i capise più un cazzo.
Poi.. sa che figo, se fasemo tutta la maternità insieme.
Vomitini a turno, in giro per i mercatini, infilade in orribili premaman, a bever tisane alla frutta come le vecie rincoionide, parlando de respirazion, de corsi in piscina e de olii alle mandorle da spalmar sul cul per evitar le emorroidi..
Ahh… fossi na figada.”

***
“Si si.. e poi, immagina:
A casa dal lavor senza sensi de colpa, magari coi pie gonfi come panettoni e senza poder magnar pan col salame per via della tocsoplasmosi…. ma libere dall’incubo ….
E con l’unica preoccupazion de: massagiarse la panza (come fa tipicamente tutte le puerpere); spalmarse la crema anti-smagliature ovunque, arredar camerette, magnar come un porco (perché tanto ormai son enorme e-chi-se-ne-frega,  e po devo magnar per due…); litigar col partner sul nome (per mi sarà Emma o Fabio – e no se discuti, decido mi!); comprar o farse regalar carrozzina, seggiolin auto,  lettin,  corredo …
…insomma tutto ben finchè no finisi la pacchia… lui nasi e a ti no te caga più nisun….
Ti:  stanca e sfatta dopo el parto, deformada nel fisico con profonda depressione ormonale in atto… e tutti quanti caga solo el picio!!! Ti ormai no te esisti più, te son solo una dispensatrice de latte (pezo che la Lola) e una raccoglitrice de pannolini sporchi….

 

E COSI’  SIA.”