Archive for agosto 2007

Niente.

30 agosto, 2007

Non mi viene in mente niente da scrivere.
Non che mi manchino le parole, solo che forse non riesco ad azzeccarne l’ordine esatto per dare un esatto senso a quello che mi vortica attorno.
Bivacco.
Da giorni, in questa stasi letargica.
Sul lavoro non sto concludendo un cazzo di niente.
Non faccio nemmeno più finta.
Sto stravaccata sulla scrivania in modo sfacciatamente vergognoso, guardando Amici story su Youtube, piangendo ai “best moments”.
Ieri mi sono addirittura tolta le scarpe, incrociando i piedi sotto al culo.
Sì, mi rendo conto.
Poi mi dico “scrivo sul blog”, che in tutta onestà ne avrebbe tutto il bisogno.
Ma, appena ci provo, mi ossido sulla paginetta bianca con un buco nero nella mente.
Imposto l’impaginatura.
Metto il Batang a dimensione 12 e me ne sto due, tre minuti buoni a fissare il cursore che lampeggia.
E così rinuncio e gironzolo a vuoto nel web. 

Trovo poster di Johnny Cash, che mi riprometto di comprare, appena mi cade la carta di credito del piccolo T. fra le mani.
Trovo test improbabili, che faccio puntualmente, e che puntualmete mi dicono tutto e niente.
Trovo un
simpatico sito che mi annuncia beato che morirò l’11 dicembre 2050.
Carino.
Poi mi perdo mezzeoreintere a cambiare i connotati della mia faccia.
Sì, perché esistono siti incredibili.
Ne ho trovato
uno che scova le somiglianze dei tratti somatici con artisti famosi e mi ha gratificato non poco scoprire che mi trovano simile per un buon 76% a Sophie Marceau.
Certo, mi ha consolato un po’ meno fare la prova del 9 con una foto di Sophie Marceau presa da Internet e scoprire che somiglia a se stessa solo per un 68%, preceduto da un pieno e possente 78% che la vede la goccia d’acqua di Gary Barlow dei Take that.
No, perché la foto successiva del mio identikit era quella di Sissy Spacek, non so se mi spiego.
Poi mi viene un’illuminazione.
Mi dico che potrei scrivere un qualcosa sul Semina, che è un argomento che mi tocca parecchio forte, ultimamente.
Picchietto leggermente le ferite con il ditino, per sentire se fanno ancora troppo male.
Poi pondero i sentimenti.
Soppeso le parole.
Poi annuisco fra me e me, compiaciuta da quel groviglio di parole che sembrano finalmente prendere una forma, nella mia testa, e, per suggellare il racconto che mi sta mano a mano zampillando in mente e dare quel tocco di colore in più a completare quel disegno che sento di poter dipingere a parole, clicco la parola “Amico” su Google immagini. 

Beh, è chiaro che poi mi sia passata l’ispirazione.

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Cose da film

22 agosto, 2007

I guess this time you’re really leaving
I heard your suitcase say goodbye
Well as my broken heart lies bleeding
You say true love, it’s suicideYou say you’ve cried a thousand rivers
And now you’re swimming for the shore
You left me drowning in my tears
And you won’t save me anymoreI pray to God you’ll give me one more chance, girlI’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Grazie. Ma anche no.

9 agosto, 2007

Ciao,
d’accordo, sì, non so chi tu sia.
Ma se sei riuscito a leggermi nel pensiero ieri, non ritengo impossibile che tu riesca a leggere anche il mio blog.
E io volevo dirti giusto un paio di cose.
Ammetto che non so bene cosa speravo di ottenere, quando ho pregato in cuor mio che il piccolo T. fosse più presente, che, ultimamente, tra il servizio di discontinuo nei Vigili del Fuoco, i soccorsi stradali a tutte le ore e le lezioni di equitazione, non è che avanzasse poi tutto questo tempo da passare insieme.
(e voglio immaginare tu sappia di quanto ne avremmo bisogno di questi tempi, dopo che quel pilastro è ceduto all’improvviso e che ora tutto scricchiola da paura, qua sotto)
Certo, ammetto che l’idea di farlo beccare a 93 su una strada statale dove il limite è 50 e di farlo punire con tre mesi di sospensione della patente, ha un che di brillante e ti faccio i miei più vivi complimenti.
La mia stessa fantasia malata non avrebbe saputo concepire di meglio.
Confesso anche di averti dato un cinque con entusiasmo per il diluvio che hai fatto scaricare da queste parti, stamattina.
Che fosse costretto a salire in città in bici era la beffa perfetta.
Solo che, ecco, i 370 euro di multa no, cazzo.
Non puoi venirmi a dire che, così, non sei oltremodo bastardo.

Dimentichi, forse, che tra due settimane è il mio compleanno?

And justice for all

8 agosto, 2007

Continuo ad aspettare sms che non arrivano.
Forse qualcuno sta aspettando sms che non mando. 

C’é una sorta di giustizia perversa in tutto questo.

L’avversario

6 agosto, 2007

Sabato, sfiorata da un tiepido venticello, per metà al fresco di una macchia d’ombra, giocherellando distrattamente con i piedi nella sabbia, ho sfilato il libro dalla sacca e, come adoro fare di solito, nell’attesa che la tintarella si posi dorata sulla pelle, mi sono immersa in una sorda lettura.
La mattina, prima di partire, con il naso infilato nella libreria, sono andata d’istinto.
Devo ammettere che ho diversi libri in paziente attesa di essere sfogliati, ma
questo ha colto subito la mia attenzione.
Non dubito che abbia aiutato il fatto che non fosse un mattone, bensì un libricino dalla copertina molle che ho subito valutato di poter fagocitare in un’unica volta, senza scomode interruzioni.
Fattostà che ho divorato il pranzo in pochi minuti e il bagno me lo sono concessa solo una volta (immersione e fuori) solo perché sentivo impossibile schiodarmi da quelle immagini, come ci fosse una forza soprannaturale a costringermi a non staccarmene.
Solo a libro concluso, dopo che sono lentamente riaffiorata nel mio mondo, ho realizzato di aver forse peccato di leggerezza nella scelta.
Perchè sì, insomma, in questo mio momento di disorientamento mentale, di fragilità emotiva e psiche labile, un libro che narra di un uomo, con tutta evidenza calmo e sereno, che, seppure abbia faccende ben diverse dalle mie con le quali fare i conti, un bel giorno ammazza spietatamente genitori, coniuge e figli, non credo sia esattamente terapeutico.
Se sulle cronache nere nei prossimi giorni doveste, dunque, leggere di una donna trentenne del nordest Italia, che trucida impazzita amici e parenti, sappiate che l’ho fatto in totale incapacità di intendere e di volere e abbiate pietà.
E portatemi le arance. 

Ah, e dite a quei giornalisti da quattro soldi che, di anni, ne ho solo ventinove, perdìo. 

Adagio

1 agosto, 2007

Le notti senza pelle
I sogni senza stelle
Immagini del tuo viso
Che passano all’ improvviso
Mi fanno sperare ancora
Che ti troverò
Adagio 

Non infierite, se potete.
Che sto messa male, lo so di mio.