Archive for marzo 2007

Rivelazioni

30 marzo, 2007

Curiosità

27 marzo, 2007

Ho letto da qualche parte che le mosche hanno una frequenza cardiaca di centinaia di battiti al minuto.
La misura viene fatta spalmando un collante chimico sul dorso della mosca, per agevolare l’aderenza a un supporto metallico fornito di un sensibile microfono.
Pensandoci.
Se dei tizi grandi e grossi 10.000 volte piu’ di me mi spalmassero la schiena di colla e mi calcassero contro un pezzo di ferro gelido, ho seri motivi di supporre che avrei una certa propensione alla tachicardia anch’io.
 

Ora legale? No, grazie

26 marzo, 2007

Weekend soffice, sussurrato, tranquillo.
Assaporato a rilento, perlopiù fra le pareti domestiche.
Sabato dedicato alla casa, pulizie a sorteggio.
Zona giorno io, zona notte il piccolo T.
Chi usufruisce del bonus da ‘zona giorno’ non solo si risparmia la raspata dei sanitari, ma gode del privilegio del dolby surround del soggiorno, praticamente a palla.
A volume 32, Freddie Mercury mi aiuta a spolverare, allietando sempre la noia del compito.
Al calar del sole: aperitivo veloce, cenetta frugale e talamo a stringerci per la notte.
Domenica: assoluto ristoro.
Di quelli a tutto tondo, con tanto di telefono spento tutto il giorno e di contatti, con la vita al di fuori delle quattro mura, praticamente nulli.
Motogp formato divano, stralci di film adocchiati in zapping su Sky, tra sonnellini e piedi che si sfiorano da un estremo all’altro dell’alcova.
Abituale passeggiata serale per il centro, in incognito, sotto alla visiera di un cappellino,  lisciando lentamente un cono gelato.
Stracciatella e pinolato, (io).
Puffo e monterosa, (andate per esclusione).
Film a noleggio, pizza per asporto.
E di nuovo coccole e sonnellini intrecciati, fino all’assolatissima mattinata di oggi.
Risveglio in perfetto equilibrio con i sensi, stropiccìo d’occhi al suono della prima sveglia (so di disporre di ancora una manciata di minuti prima dell’effettivo countdown finale).
Fuori il bagliore del sole è sfavillante.
E poi c’è un silenzio surreale.
Strabiliante, penso.
Dalle finestre filtrano dei fasci di luce gialla e tiepida che mi fanno sentire in piena armonia col mondo.
Mi stiracchio godereccia e appoggio un bacino sul facciotto del piccolo T.
Fra un buongiorno e una carezza, arriva l’ultimo trillo che mi avvisa che sono le 6.45.
Mi alzo, balzerello insolitamente gioiosa verso il bagno (sarà la primavera?) e prendo a spazzolare i denti canticchiando mentalmente e gorgheggiando, facendomi faccioni allo specchio e ridendomi in risposta.
Scivolo in cucina piroettando su musiche immaginarie e, mentre sgancio la macchinetta del caffè, butto distrattamente un occhio sul display del forno a microonde.
Poi, in preda al panico, in meno di una frazione di secondo, nell’ordine su: lettore dvd, timer della caldaia, orologio a muro e a polso.
08.02.
08.02.
08.02.
08.02.
Idillio finito: no, non è la primavera.
E’ solo che sono completamente rintronata e non ho aggiornato l’orologio del telefonino, svegliandomi con un’ora di ritardo sul mondo esterno.

Vi prego: mentitemi, se dovete, ma ditemi che son cose che possono succedere.

E sorvolate, se potete, sul passo in cui mi avete dovuta immaginare mentre rido di me e del mio faccione allo specchio, sguaiato in boccacce irripetibili, intrise di schiuma alla menta.
Si sa, dai, ognuno ha le sue.
 

A.A.A. Cercasi valido meccanico alternativo

21 marzo, 2007

Il solito, grazie

20 marzo, 2007

O salti la minestra, o vai in palestra

15 marzo, 2007

Oxford University

12 marzo, 2007

 

Pausa termale

6 marzo, 2007

40, tanti erano i lettini in sala relax.
Li ho contati.
Stipati, uno subito a fianco dell’altro, in una stanza rettangolare circoscritta da vetrate che si affacciavano sul parco acquatico, appena più sotto.
Insonorizzata, la stanza riecheggiava dolcemente sorda lo sciabordio dell’acqua e il vocìo misto della gente.
Perfetto per aggomitolarsi nell’accappatoio dopo una sauna, accompagnati da un buon libro, intervallando la lettura con pennichelline dondolate da quel canto atono.
40, vi dicevo.
Bene, ora sbrigliate la vostra perspicacia e indovinate un po’ quale lettino ha eletto, quale suo compagno, il russante grassone tedesco di turno.
(Bravi, risposta esatta)
A parte questo, non posso dire che il weekend non ci sia scivolato addosso morbido e benevolo.
In tutto e per tutto.
Dall’accoglienza premurosa del personale dell’albergo, al pieno senso di benessere raggranellato fra le bollicine di un idromassaggio, il vapore di un bagno turco e il caldo secco e odoroso delle rocce incandescenti e del legno di pino della sauna finlandese.
Un viaggio totale, di corpo, mente e percezioni.
L’unico dove la sosta diviene meta.
Un itinerario interamente delineato da tappe rivitalizzanti, consumato fra genuine acque calde che alleggeriscono e massaggi riequilibratori di sensi, confezionati in un’atmosfera quasi fragile, nella penombra di una stanza sazia di essenze profumate, di colori tenui e di mani (femminili) calde e forti.
Sì, curiosi che non siete altro.
Anche il piccolo T. si è offerto alle mani di una massaggiatrice, devo ammettere anche molto, molto carina.
Boccoluta, scura di occhi e candida di viso.
Un sorriso disarmante e un corpo sinuoso fasciato in una tunichina bianca.
Mani affusolate e perfette.
Voce suadente e sospirata.
Non posso nascondervi che, ritrovarlo nella camera d’albergo, dopo l’ora di delizia separata, tutto oliato e corredato da un perizoma bondage, mi abbia fatto, in effetti, un po’ insospettire.
Soprattutto perché la sua espressione era smisuratamente beata e il cicchetto di rum, che faceva volteggiare nel bicchiere con baldanza, completava l’immagine di uno che se l’è appena spassata per bene.
Ovviamente mi ha fatto gli occhioni e mi ha prontamente dato della scema, quando ho avanzato le mie ilari allusioni.

E’ che, a dirvela tutta, quel perizoma gli faceva davvero un pacco enorme. 

Dunque:

2 marzo, 2007

Gli accappatoi son freschi di bucato.
Le ciabattine pronte a ciabattare.
Le gambe sbarbate.
Le unghiette accorciate.
Le sopracciglia sfoltite.
Le membra assetate di olii caldi e affamate di mani forti, che già vedo scorrere amorevolmente in lungo e in largo, distribuendo benessere, leggerezza e pace interiore.
Per l’occasione, ho anche ammorbidito il repertorio della pennina mp3 con Shivaree e qualche solenne brano old country, che mi sa che James Hetfield che sbraita “Kill’ em all” si addica un po’ pochino all’evento tutto quiete che io e il piccolo T. stiamo andando a concerderci.
Boh, io
vado.

Se non mi sciolgo fra i vapori aromaterapeutici che inalerò due giorni filati, ci si rivede di nuovo su questi schermi lunedì.
Baci ayurvedici.