Archive for dicembre 2006

Calcoli e riflessioni: esiste davvero Babbo Natale?

20 dicembre, 2006
Nessuna specie conosciuta di renna può volare.
Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.
Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo.
Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni.
Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni.
Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest.
Questo porta ad un calco lo di 822,6 visite per secondo.
Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. trovare i regali giusti da distribuire e collocarli sotto l’albero di Natale;
5. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
6. risalire dal camino;
7. saltare sulla slitta;
8. decollare per la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1.040 Km/sec, a 3.000 volte la velocità del suono.

Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 22 Km/h.
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento:
assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).

Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg.
Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000.
Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate.
Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1.040 Km/sec generano un’enorme resistenza.
Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell’atmosfera.
Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo.
In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto soniche (bang supersonico).
L’intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.
Babbo Natale, contemporaneamente, sarà soggetto a forze centrifughe pari a 17.500,06 volte quella di gravità.
Un Babbo Natale di 113 kg, che sembrerebbe comicamente magro, sarebbe inchiodato al fondo della slitta da un forza di 1.957.420 kg.
Insomma, in conclusione, se Babbo Natale esisteva ora è certamente schiattato.
Annunci

Può sempre andare peggio

15 dicembre, 2006

Quando pensi che non sai se ce la puoi fare ancora, che il lavoro comincia a diventare davvero indigeribile, l’ufficio ingestibile e che della tua tolleranza non rimane che qualche misera monetina spicciola.
Quando pensi che hai davvero bisogno di ferie, che sai già che ti godrai solo in parte, solo perché il tuo capo insiste a dire che no, quest’anno la ditta non chiude.
Quando cominci a sentirti stanca e ad esecrarlo, questo capo, che ormai ti urta solo a vederlo, mentre passeggia gonfio d’alterigia dall’ufficio al bar e dal bar all’ufficio, ora con questo cliente, ora con con quello, senza capire che lui, infondo, fa “pablic relescions”.
Quando comincia a infastidirti ogni sua richiesta e trovi quel suo tono di voce più irritante del solito, e a stento ti trattieni dall’impugnare la graffettattrice che hai sotto gli occhi e a schiantargliela in fronte.
Quando brami tutto il giorno che arrivino le 18, senza poterti dilettare nell’attesa nemmeno in una partita a Othello, che di tempo proprio non ne trovi.
Ecco, insomma, quando ti trovi a considerare tutte queste belle robine ecco che la passeggiata gonfia d’alterigia di quell’uomo si dirige verso la tua postazione.
Tu sbirci falsamente noncurante oltre il pc per assicurarti di aver visto male.
E invece no.
Viene proprio da te.
Fingi di non vederlo e seguiti a digitare convulsamente sulla tastiera.
“Ho pensato che si potrebbe andare tutti a cena per Natale, eh?, che ne dici?”
Il tuo sguardo si solleva dal monitor incredula e si fissa sull’espressione gongolante di quest’uomo, vicino al punto che senti il suo profumo, dalle sgradevoli note di incenso.
“Mah.. ehm, non saprei..” – prendi tempo abbozzando sorrisi pietosi – “dovremmo vedere la disponibilità anche di Collega..”
“Ah.. non preoccuparti, a lui ho già chiesto e si è reso completamente disponibile per una sera qualsiasi della prossima settimana, per cui vedi tu e poi sappici dire!”
“Benone allora!” sorridi mendace con slancio ampolloso. 

Ora, ho rapidamente bisogno di aiuto.
O mi trovate un modo per defilarmi dal drastico evento, oppure mi consigliate un modo doloroso per massacrare quel pampilu del mio Collega.
Vedete voi. 

Ps. Babbo Natale, io la letterina non te l’ho ancora scritta (e chi ha il tempo per fare pure quello?) però, se posso anticiparti una richiestuccia da nulla, ti chiederei se per favore facessi in modo che questo indirizzo internet non arrivi mai nelle manine dell’uomo che tanto viene schernito in questo post.
Grazie.

Letterine..

14 dicembre, 2006

Caro Babo Nattale:
Mi piacerebe havere u’ giuchetto dellu spazzio per il Natale… ‘iamm e. Sugnu stato nu bravo bambino in cuesto anno.
Il tuo ammico Marco
Caro Marco:
Complimenti per l’ortografia ehhhhh…!! Terrone di merda! Senza dubbio farai una brillante carriera… COME MURATORE!!!
Che ne dici se invece ti mando un bel libro di ortografia? Di sicuro il giochetto dello spazio lo manderò a tuo fratello, almeno lui sa scrivere!
Babbo Natale
———————————————————————
-Caro Babbo Natale sono stata una bimba molto buona quest’anno. L’unica cosa che ti chiedo è pace e amore per tutto il mondo.
Con amore, Sara.
Cara Sara:
I tuoi genitori fumano marijuana, vero?
Babbo Natale
———————————————————————
-Caro Babbo Natale:
Sono tre anni che ti chiedo un camion dei pompieri.
Per favore, quest’anno portami un camion dei pompieri.
Grazie, Luigi.
Caro Luigi,
Mi fanno incazzare i frignoni, però devi scusarmi, per favore. Quando starai dormendo incendierò la tua casa così potrai avere tutti i camion dei pompieri che vuoi.
Babbo Natale
———————————————————————
Caro Babbo Natale:
Non so se lo puoi fare, ma quest’anno vorrei che facessi tornare di nuovo insieme i miei genitori, mi manca davvero tanto il mio papà.
Con amore, Giovanni
Caro Giovanni:
Ma che mi stai chiedendo?, che rovini la relazione fra tuo papà e la sua segretaria? Ma se si sta divertendo come mai ha fatto con una donna! Meglio che ti regalo dei Lego.
Babbo Natale
———————————————————————
-Caro Babbo Natale:
Voglio una bici, un nintendo, un trenino, dei pokemon, un cane, un pony e una chitarra elettrica.
Con amore, Tiburzio.
Caro “T I B U R Z I O” :
Non vorresti nient’altro, bastardo scroccone !!??? Quale infelice può mai chiamare suo figlio Tiburzio? In casa tua non frega un cazzo a nessuno di te, vero???????
Babbo Natale
——————————————————————
Caro Babbo Natale:
Ti ho lasciato dei biscotti e un bicchiere di latte sotto l’albero, e delle carote per le tue renne.
Con amore, Susanna
Cara Susanna:
Il latte mi da la diarrea, e le carote fanno sì che le renne mi scorreggino in faccia… Se davvero vuoi fare la leccaculo, lasciami una bottiglia di Chivas Regal, un sigaro cubano, e convinci tua madre a mettersi quel tanga che usa con il lattaio…
Babbo Natale
 

Il disoccupato (dramma in un atto)

13 dicembre, 2006

Personaggi: l’impiegato dell’ufficio di collocamento, l’uomo con la barba.

Impiegato: – Il suo nome, prego?
Uomo: – Nicola
Nicola e basta?
– Ehm… metta Nicola Di Natale…
Ha un codice fiscale, una partita Iva?
– No, niente…
Che lavoro faceva prima?
– Ehm… trasporto… trasportavo merce…
Quindi sa guidare un camion.
– No
E con cosa la trasportava?
– Ehm.. mezzi miei.
Senta: lei sa quanto e’ difficile oggi trovare un lavoro. Se lei mi si presenta qui dicendo mezze parole e mugugnando, si scordi che possa aiutarla… sia piu’ preciso: per che ditta lavorava?
– Articoli su richiesta del cliente.
Una specie di Postal Market?
– Si. Il cliente scriveva una lettera e noi recapitavamo la merce, se possibile.
In che senso “se possibile”?
– Se il cliente era buono…
Buono nel senso di solvibile? Se poteva pagare, cioe’.
– Uhmmm…
E dai! Mugugni pure! Guadagnava a percentuale? A forfait?
– Avevo un rimborso spese per me e per i miei aiutanti.
Aiutanti. Quanti?
– Dodici.
Nomi?
– Erna, Lorna, Mabel, Karen, Gina, Elsa, Brigitte, Blinka, Sonia, Viska, Molly, Selma…
Ahi ahi, andiamo bene. Magari non ha mai pagato i contributi…
– I cosa?
Senta, la sua situazione e’ perlomeno torbida… e con queste dodici “aiutanti” cosa faceva? Sa che il lenocinio e’ proibito?
– No no… le mie aiutanti… ecco, mi aiutavano a trasportare la merce.
Credo di capire…neve?
– Neve, si, tanta… ne ho visto tanta, di neve.
Guardi: non so se lei mi sta prendendo in giro, ma adesso chiamo la polizia.
– No la prego no… i miei bambini…
Ha dei bambini?
– Si ho dei bambini che mi aspettano.
Quanti?
– Circa quattromila.
Lei mi spaventa.
– No. Io amo i bambini. E loro amano me.
E come li frequenta tutti questi bambini?
– Entro nelle loro case, di notte…
Ha la chiave?
– Per la verita’, no.
Bene. Se ho capito bene allora lei e’ ruffiano, spaccia eroina, e’ pedofilo, ladro e cerca lavoro…
– Non capisco…
Giu’ la maschera, signore… e si tolga quella barbona che e’ palesemente finta. Ho gia’ suonato l’allarme e entro tre minuti la polizia sara’ qui.
– Oh Dio! Che scandalo!
Non faccia gesti inconsulti. Mi dica chi e’ lei veramente!
– Io mi chiamo Papa’ Natale.
E’ un rapper? E’ un posse?
– No, sono quello che distribuisce i regali, i giocattoli. Come posso spiegare? So che lei ha un figlio e mi aspetta..
Lei e’ pazzo!
– Suo figlio mi ha scritto e una di queste notti, io entrero’ in casa sua.
In casa mia? Io le sparo!
– Ma e’ possibile che lei non sia mai stato bambino. Io ho amato anche lei…
Lei e’ pericoloso (impugna una pistola).
– No, non lo faccia. (Entrano dodici renne). Lo faccia per loro…
Adesso si’ che ho capito.
– Meno male.
E’ Candid Camera, vero? (Sorride guardandosi intorno)
(L’uomo con la barba bianca se ne va, sconsolato).
(Stefano Benni, 199?, dal fu “Cuore”, settimanale di resistenza umana)

Dolce illusione o dura realtà?

7 dicembre, 2006

Da un po’ di tempo a questa parte mi capita di soffermarmi a osservare i bambini.
Nell’attesa della fila in banca, al supermercato, sgambettanti con il braccetto teso a quello dalla mamma, concentrati nello sfuggire alle pozzanghere con guizzi iperbolici.
Li osservo con tenerezza, laddove non molto tempo fa li adocchiavo con l’espressione con la quale adocchierei invece una cacca sul marciapiede.
Schifandomi e schivando accuratamente, insomma.
Ora invece li guardo con un risolino morbido in viso e il dramma reale (come già non fosse sufficiente) è che, in quei modellini d’uomo, scorgo spesso le fattezze del piccolo T.
Giuro.
Incredibile.
Davvero.
Oggi, per esempio, nell’attesa del mio turno alle poste, c’era una bambina.
Boccoluta, di un biondo intenso, lucido, con gli occhietti vispi e il sorriso ampio.
Bellissima.
Un particolare, più degli altri, mi ha incantata.
La curva delle sue sopracciglia.
Identiche, nella forma, a quelle del piccolo T.
Arcuate, a “pagliaccetto”, come lo sbeffeggio sempre io.
E più la osservavo e più intravedevo l’incredibile somiglianza.
Mi sono accorta di quanto questo mi capiti, sempre più spesso, e ho concluso che dev’essere quella fase della vita in cui, nel pieno di quella strana metamorfosi che, attorno ai trenta, credo si affacci a tutte le donne, galoppi di fantasia, su quel tuo mosaico ancora a metà, disegnando nella tua testa i tasselli della famigliola felice, magari a tre… 

Oppure il piccolo T., qualche anno fa, si è davvero dato da fare.   

Ps- (Shhhhhht.
Fuori c’è un raggio di sole.
Shhhhhhhhhht.)

Scaramanzie inutili

5 dicembre, 2006
 

Se non ho concesso al mio lato linguacciuto di spifferare nulla fino ad ora, è stato principalmente perché ho adottato il rito scaramantico che prevede che il non dire nulla scacci le eventuali ielle di percorso.
Ebbene, oggi sono pronta a svelarvi l’evento che si terrà venerdi prossimo.
Tra soli 2 giorni.
Alle 9 circa, tollerando il prevedibile, consueto ritardo di qualcuno…
Sono mesi ormai che il piccolo T. e io stiamo organizzando il programma nel dettaglio.
Con uno slancio e un’eccitazione unica.
Chi avrà avuto modo di organizzare un simile evento, sa di cosa sto parlando.
Del fervore di scegliere il posto del rinfresco, dell’euforia nel contattare gli amici e di renderli partecipi, della speranza, affinchè tutto riesca come deve, come ti sei creato tu nella mente, nelle notti insonni che aumentano, poco prima del gran giorno.
La decisione del gruppo che verrà a suonare, allietando i chiacchiericci e le risate, la scelta del testo e dei motivi da far stampare sulle partecipazioni, e la distribuzione degli stessi ai nostri cari, fra i complimenti e le congratulazioni.
E poi, l’organizzazione dei giochi di intrattenimento, la decisione in merito ai pasti e all’abbondante abbeveraggio da gozzovigliare, in un ambiente familiare e spazioso, che possa accogliere tutti in un grande abbraccio, come questo tipo di tradizione richiede.

Avrete certamente capito tutti che l’evento in discussione è un Motoincontro. 
Insomma, prepara che ti prepara, organizza che ti organizza ora siamo agli sgoccioli.
Proprio in tutti i sensi.
Perché abbiamo trascorso più di due mesi a organizzare tutto nel dettaglio e ieri, mentre il piccolo T. e io imploravamo la biondina del meteo del canale 501 di Sky, questa, con tanto di sorriso beffardo, ha candidamente esordito, che dopo un autunno memorabilmente caldo e soleggiato, ricorderemo la settimana a venire come la prima di pioggia torrenziale.
Ora, è chiaro che il “motoincontro” preveda un itinerario da fagocitare a due ruote.
E’, quindi, chiaro il motivo per cui comincio a innervosirmi.

A chi dovesse faticare a ricordare da che zona del suolo italico io stia ora bestemmiando, consiglio di concentrare la sua attenzione su quel noiosissimo cerchio giallo in alto, a nord-est.  

meteo2.gif

L’unità di misura della scala posta di fianco alla cartina è kg su metro quadro, per cui se una zona è colorata di azzurro chiaro, significa che in sei ore saranno caduti fra gli 1 e i 3 chilogrammi di pioggia o di neve per ogni metro quadrato. Un kg di acqua su un metro quadro corrisponde a uno strato di un millimetro di altezza. In caso di nevicata, un kg di acqua corrisponde ad un’altezza del manto nevoso compresa fra 5 e 10 millimetri.

 

 

Le mie unità di tempo

1 dicembre, 2006