La mia Casa editrice è diversa.
La mia Casa editrice ti fa un roll-up di 2×2 da stendere alle tue presentazioni.
La mia Casa editrice ti dà questo roll-up con tanto telaio di sostegno e sciccosissima sacca zippata con i manici.
Porto il roll-up a Roma e la mia Casa editrice, che è diversa, mi dice “tranquilla, ubriacati serenamente per Trastevere, senza preoccuparti di spallarti in giro sta rottura, ti spediamo il pacco noi a casa, in settimana”.
La mia Casa editrice è così diversa che ha un concetto di “settimana” che esula dalla mia comprensione.
Ne passano 2, di settimane.
Poi 3, 5, 8, 11, 16.
Sedici.
Scrivo una mail garbata.
Poi una un filino meno garbata.
Infine, una null’affatto garbata.
Malcelando disappunto e bestemmie, (non si può dire sia il mio forte) un considerevole numero di mail dopo, arriva un tubo incelofanato.
E’ da giorni che lo guardo con sospetto, incapace di aprirlo.
La grossa scritta TNT in neretto sul fianco non mi suggerisce nulla di buono.
(nel caso avessi un guizzo di coraggio, e nel caso sopravvivessi, e nel caso mai mi servisse ancora, ho il vago sentore che la mia Casa editrice sarà diversa per forza. Dopo questa, quelli de “La Caravella” mi buttano a mare senza ciambella. Peggio per loro, dico io: una che tira rime a braccio così, dove.)
30 ottobre, 2010 alle 10:14 |
sto pensando agli impieghi alternativi del roll-up
31 ottobre, 2010 alle 14:10 |
A mali estremi, estremi rimedi…
beh meglio tardi che mai….
18 gennaio, 2011 alle 19:50 |
Mi aggrada molto il Suo blog, signorina.
Spero di leggere post nuovi al più presto.
3 febbraio, 2011 alle 0:06 |
charlie:
mm.. suggerimenti?
balda:
meglio mai, credimi.
è lunga.. ma credimi.
intellektuelle:
La ringrazio di cuore, sig. Intellektuelle.
leggo solo ora il tuo commento.
ad averlo fatto prima mi sarei risparmiata quello stupido post di oggi.
è la storia della mia vita..
a presto, a presto…
8 febbraio, 2011 alle 14:26 |
La ringrazio.