Angela.
Compagna di banco, di sogni, di giovinezza.
Compagna di pomeriggi interamente fancazzisti, con libri aperti e nasi per aria, a confidarsi ambizioni e speranze.
Compagna di destino inclemente, che si è fra frapposto, che ci ha duramente allontanato, che ci ha obbligato a coltivare la nostra amicizia a distanza, mettendo a dura prova lo spirito immaturo e in continua evoluzione di due donne ancora giovanissime, che avrebbero potuto peccar di leggerezza e perdersi per un niente, e che invece sono state brave a mantenere il legame, seppure strappate fisicamente da un’Italia intera.
Allacciate da telefonate lunghissime, da sporadiche, quanto intense, vacanze insieme, da promesse di innaffiare questo prezioso affetto il meglio possibile.
‘somma, sta bella notizia.
Si sposa.
In realtà la bella notizia in sé è un’altra.
Il matrimonio era, infatti, già stato annunciato, ma il termine dei sudati studi, la casa, e una cosa e quell’altra.. i tempi si erano dilatati e la data era sempre ballerina.
Adesso è decisa, ferma, in equilibrio perfetto, in punta di piedi sull’11 luglio prossimo.
Ora, sarà che per la commozione singhiozzavo come una bambina, sarà che me l’ha detto la mattina del 25 dicembre (mentre ero ancora concentrata a smaltire la pesante sbornia della notte prima), mi rimane solo da capire bene se, a un certo punto, ha detto:
“ho tanta voglia di focaccia al peperone”
oppure
“ho tanta voglia che tu faccia da testimone”.
Oscillo sull’atroce dubbio.









