E’ da qualche settimana che il piccolo T. sta dandoci sotto con l’attività fisica.
Palestra, piscina, percorsi di guerra a tempo, sali la corda, scavalca il muro, cammina sulla trave.
L’obbligo di segretezza che mi ha imposto nel tentativo di scongiurare le notorie iettature dovute ai prematuri entusiasmi, mi impedisce di spiattellarvi i motivi.
Non parte per il Vietnam, di questo vi rassicuro.
Ma in realtà non era nemmeno di questo che volevo parlarvi.
La menzione della cosa andava a giustificare il fatto che, da un po’ di tempo, ho il martedi e il giovedi tutti per me.
Arrivo a casa che troviamo giusto il tempo di salutarci.
Lui rimpinza il borsone, mi sgancia un bacio frettoloso e, fiducioso e pimpante, trotterella giù per le scale a guadagnarsi le sue speranze.
I passi si svigoriscono mano a mano.
Il rumore del motore acceso annuncia il punto di non ritorno.
Tre, due, uno.
Ho la casa tutta per me.
Festeggio, onorando i vecchi tempi di vita solitaria, con cena a base di toast grondanti maionese e girelle Motta.
Mi stravacco sul divano in obliquo, occupandolo tutto.
A portata di mano: telefonino, telecomando, sigarette e sacchetto di rotelle Haribo.
Faccio zapping spasmodico da fox a jimmy, da comedy central a cult, cogliendo sprazzi di ristrutturazioni di case, di corpi e di facce, fra i lucciconi e le carrambate dei protagonisti di turno.
Con la straordinaria certezza di non essere vista, verso indisturbatamente milioni di lacrime di gioia empatica e, nel contempo, godo nel ripulire gli interstizi dentali con l’unghia del dito indice.
Poi, mi impongo contegno e decido di scegliere cosa guardare in prima serata.
Ricordo con slancio che il martedì su FX fanno il filmone.
Guardo la programmazione.
Fantozzi.
Ovviamente, imposto il promemoria.
Ovviamente, godo.
Un tale esempio di iperbole tragicomica, di schiavo e insieme spettatore inerte della sorte avversa, è terapeutico e antalgico.
Il pallido tentativo di sole che sta illuminando il cielo a tratti, oggi, aiuta anche un pochino di più.
Per tutto il resto, siamo in attesa di provvidenziali picchi di miglioramento.
***
“Ragionier Fantocci!
Lei non ha nessun complesso di inferiorità!
Lei è inferiore!”