Archivio per Aprile 2008

Come lui, nessuno mai

29 Aprile, 2008

 

Interno sera.

Pigiamone extralarge con bretelle.

Fase peptica.

Dvd narcolettico.

Divano, epicentro di noia.

Lascio che i pensieri ruzzolino liberi aspettando i titoli di coda e giocherellando con i capelli del piccolo T., raggomitolato a cucchiaino davanti a me.

D’un tratto, spezzo l’insofferenza e penso a voce alta.

 

-         ci sto pensando parecchio, sai, e ho concluso che forse non dovrei farlo, il tatuaggio all’interno del braccio.

-         ..e com’è che ti viene, questa?

-         ma non lo so.. uffa.. c’ho le paranoie..

-         tipo?

-         eh.. tipo.. che ne so.. (agitando la mano per aria, sbracciandomi in una simulazione di saluto entusiasta) magari con l’età si affloscia e poi Freddie mi ballonzola tutto..

-         beh, tesoro, quella volta potrai dire di aver tatuato Elvis.

-        

 

Come mi rassicura lui, nessuno al mondo.

 

Vita da single

23 Aprile, 2008


E’ da qualche settimana che il piccolo T. sta dandoci sotto con l’attività fisica.

Palestra, piscina, percorsi di guerra a tempo, sali la corda, scavalca il muro, cammina sulla trave.

L’obbligo di segretezza che mi ha imposto nel tentativo di scongiurare le notorie iettature dovute ai prematuri entusiasmi, mi impedisce di spiattellarvi i motivi.

Non parte per il Vietnam, di questo vi rassicuro.

Ma in realtà non era nemmeno di questo che volevo parlarvi.

La menzione della cosa andava a giustificare il fatto che, da un po’ di tempo, ho il martedi e il giovedi tutti per me.

Arrivo a casa che troviamo giusto il tempo di salutarci.

Lui rimpinza il borsone, mi sgancia un bacio frettoloso e, fiducioso e pimpante, trotterella giù per le scale a guadagnarsi le sue speranze.

I passi si svigoriscono mano a mano.

Il rumore del motore acceso annuncia il punto di non ritorno.

Tre, due, uno.

Ho la casa tutta per me.

Festeggio, onorando i vecchi tempi di vita solitaria, con cena a base di toast grondanti maionese e girelle Motta.

Mi stravacco sul divano in obliquo, occupandolo tutto.

A portata di mano: telefonino, telecomando, sigarette e sacchetto di rotelle Haribo.

Faccio zapping spasmodico da fox a jimmy, da comedy central a cult, cogliendo sprazzi di ristrutturazioni di case, di corpi e di facce, fra i lucciconi e le carrambate dei protagonisti di turno.

Con la straordinaria certezza di non essere vista, verso indisturbatamente milioni di lacrime di gioia empatica e, nel contempo, godo nel ripulire gli interstizi dentali con l’unghia del dito indice.
Poi, mi impongo contegno e decido di scegliere cosa guardare in prima serata.

Ricordo con slancio che il martedì su FX fanno il filmone.

Guardo la programmazione.

Fantozzi.

Ovviamente, imposto il promemoria.

Ovviamente, godo.

 

Un tale esempio di iperbole tragicomica, di schiavo e insieme spettatore inerte della sorte avversa, è terapeutico e antalgico.

 

Il pallido tentativo di sole che sta illuminando il cielo a tratti, oggi, aiuta anche un pochino di più.

 

Per tutto il resto, siamo in attesa di provvidenziali picchi di miglioramento.

 

***
“Ragionier Fantocci!
Lei non ha nessun complesso di inferiorità!
Lei è inferiore!”

Avessi tempo,

16 Aprile, 2008


Ricomincerei accennandovi dei miei pranzi, sbriciolati sulla tastiera dell’ufficio in solitaria, da quando il mio (ormai ex) collega è fuggito verso lidi lavorativi più soleggiati.
Potrei farvi immaginare qualche sana risata sul messenger, con lui, scaturita da rapidi test conoscitivi (dagli esiti imbarazzanti, per quanto diametralmente opposti).

Potrei dirvi che il signore di cui sopra mi ha gettato nella cartella di posta l’attacco di un racconto che pare in attesa di altre due mani. (le mie)
Proseguirei dicendovi delle mie sere, spesso impegnate fino a tardi in riunioni organizzative, in previsione di un’estate battuta da manifestazioni e feste, naturalmente assieme a loro.

Potrei anche dirvi della montagna di faccende da sbrigare che si autoalimenta, in quel microcosmo del mio appartamento, e approfittarne anche per elemosinare qualche servigio in tal senso in cambio di affetto eterno e incondizionato.

Avendolo, approfiterei anche di un minuto per dirvi che il 10 maggio, alle 10.30, la sagoma del mio omosessuale preferito mi verrà (temo dolorosamente) eternata sull’interno del braccio.

Per associazione di idee, già che ci sarei, vi direi del concerto dei Tito & Tarantula che il piccolo T. e io andremo a gustare, con sommo gaudio, a fine maggio, nella vicina Croazia.

Poi, pensandoci meglio, immaginerei di dover trovare il tempo anche di spiegarvi chi sono, questi singolari personaggi, così probabilm

Sempre trovando un po’ di tempo, potrei anche dirvi che sto per firmare un contratto che allaccerà il piccolo T. e me in un vincolo pluripluripluriennale.

Soffoco all’istante la scintilla che vi potrebbe aver scoccato lì la parolina ‘matrimonio’, e ve ne suggerisco invece un’altra: ‘mutuo’.

Se ora, l’immaginetta che si è dipinta nel vostro encefalino è una casa, ci avete preso.

Se l’avete vista in collina, siete davvero bravi.

Se ci avete notato anche i 12.000 metri di terreno tutto intorno, dove intravedere due cavalli a briglia sciolta che amoreggiano al fresco di fruscianti fronde di frutteti fioriti, lasciatevelo dire, siete davvero prodigiosi.

 

Di sfuggita soltanto

14 Aprile, 2008


Lo so.

Avete ragione.

Non ho scuse.

Se non che il lavoro mi sta mitragliando addosso zavorre a raffica; non si fa in tempo a smaltirle che già ce ne sono di altre, capaci di pesare anche di più.

E poi ci sono diverse cose, su diversi fronti, che mi stanno impigliando più della norma.

(che vi racconterò, abbiate fede)

Se vogliamo anche sommare la naturale spossatezza primaverile, che si appiccica a palpebre e pensieri, concludo con l’acquerellarvi un’immagine di me non propriamente splendente.

 

Irriconoscente figlia della blogosfera, ho pure dimenticato che qualche giorno fa Gingerina compiva 2 anni.

Se credete, fra gli improperi dell’ingiustificata assenza, siate buoni e fatele comunque un augurio di lunga vita.

 

1 Aprile, 2008


Non ho quella gran voglia di scherzare.
Tutto sommato, non ho nemmeno quella gran voglia di essere triste. 

Vi spiace se rimango un po’ in stand by? 


***

Parafrasando il mio stato d’animo, mi sento come fossi senza gambe a una gara di calci nel culo.
Ecco, la cazzata l’ho sparata.
Forse sto già guarendo.