Anzitutto, il pasto và preceduto da un aperitivo, ne converrete.
Quale miglior immagine di tre amiche che sorseggiano Martini bianco in eleganti calici a cono largo, accovacciate in un salottino scoppiettante di legno ardente, a chiacchierare di uomini e segreti.
Mi riferisco a quel film grottesco anni ottanta nel quale un demoniaco Nicholson seduce le tre affascinanti donne, intortandone una per una. (chiamatelo scemo)
“Due minuti sulle labbra, in eterno sulle natiche”, dicevano levando il drink.
E giù collini.
Proseguirei con un paio di brevi antipasti, a cominciare da quelle piccole uova ebanine, meglio conosciute come caviale, che un memorabile Quinn leccava direttamente dalle manone, che affondava avido nella coppa, ancora ignaro al pensiero che quel benvenuto al caro amico, un giovane (e bellissimo) Costner, gli sarebbe costato la moglie.
Forse meno gradito il secondo antipasto, data la sua dubbia natura, ma come rifiutare, almeno un assaggino, di patè di casa Roses?
Se, dall’estremo opposto della tavola, riuscite a scorgere una Turner che sorseggia vino rosso guardandovi con occhi di ghiaccio, forse è arrivata l’ora di sviare e di buttarsi sul terzo antipastino, a base di burro di noccioline, da gustare direttamente dal cucchiaino, a onore di quell’uomo meraviglioso che si annida nei sogni più estremi di ogni donna dai sani impulsi sessuali.
Morte e tasse, le cose inevitabili della vita sì, ma, ahimè, mai così belle.
Ma andiamo al primo.
Direi che come primo potremmo cominciare con una portata di escargot, facendo attenzione a non spararle al cameriere nel tentativo di sgusciarle, come la povera, timida zoccola che infine visse ricca, felice e contenta anche senza sapere quale forchetta usare.
Non ho dubbi nel sostenere che, per contro, sapesse adoperare bene molti, molti altri arnesi.
Altra pietanza richiestissima potrebbe essere la famigerata spaghettata con le polpettine di carne, da consumare rigorosamente dallo stesso piatto e senza posate.
Per secondo mi butterei sulla varietà di gamberi della BubbaGumpGamberi.
Magari innaffiando il tutto con qualche Dottor pepper, sperando di non avvertire l’urgenza di evacuarla poi nei momenti topici.
Infine, un cioccolatino per gradire.
Il tutto con in sottofondo una morbida musica country schitarrata da una bionda completamente nuda.
Lo sgroppino non lo ricordo in nessun film.
Ce lo metto io.
Altra portata di secondo a base di pantigane arrostite e uova di avvoltoio, da gustare assieme al proprio principe verde.
Se il ciuco insiste a non capire che, dopo mangiato, avete bisogno di privacy con la vostra panciuta metà e continua a infastidirvi, gli sfilacci freschi sono un’ottima soluzione.
Con l’appetito ancora alle porte, consiglierei un fresco filettino di fegato irrorato da buon Chianti.
Ft-ft-ft-ft-ft. (Hannibal docet)
In lista, volendo, anche coniglio bollito vivo e lepre ancora impallinata.
Ma nel secondo caso la pietanza dev’essere accompagnata da acqua bella torbida.
Al limite un cubetto di ghiaccio da rubare ad un avvenieristico Doc.
Di contorno consiglierei un generoso misto di funghi e fiori di zucca.
I funghi li rubiamo al Brucaliffo, aspettando che l’Alice di turno lo distragga e sgraffignando qualche ombrellino poroso, con la speranza, nemmeno tanto fanciullesca, che qualcosa di magico lo abbiano davvero.
Uno che sfumazza lento strane essenze colorate in calumè, tutto il santo giorno, inventando storielle e aneddoti improbabili, la deve sapere lunga in proposito.
E poi, quale potrebbere essere la zucca, se non quella della sguatterina dal piedino di fata?
Ai suoi amici quattrozampe, che siano di nuovo topastri o ancora equini, conviene darsela a gambe, si sa mai che qualcuno abbia particolarmente gradito la portata orchesca precedente e voglia approfittarne per un bis.
Altro sgroppino.
Per dessert proporrei una torta a tre piani al cioccolato con la granella di cocco, ma la granella dev’essere a parte.
Sì perché è fondamentale che sia “a parte”.
E io, a una che il cibo fa quell’effetto, la ascolto.
Per chiudere, gelatina rossa e fragole da sbocconcellare al volo, chiaramente bendata.
Possibilmente seduta davanti a un frigo aperto in accappatoio bianco, tutta lucida di miele e con la prospettiva di aver di fronte un uomo carico di ormoni e fantasia che ti farà bruciare tutte le calorie che questo ampio pasto ha comportato, con qualche ora di ginnastica passiva.
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Mi sembrava carino.
Con l’odor di ferie dietro l’angolo, si sa, la voglia di lavorare sprizza da tutti i pori (sì, ma lontano però), così, ho accettato la sfida.
Chi di voi raccoglie il rimbalzo?






